Meglio conservare il TFR oppure investirlo?
di: info | in Investire TFR | Tag: conservare TFR, fondi pensione, investire TFRMeglio conservare il TFR oppure investirlo in un fondo pensione? Il TFR (che equivale al 6,91% della retribuzione lorda) ha una rivalutazione garantita dalla legge dell’1,5%, a cui va aggiunto il 75% dell’inflazione: il TFR garantisce in definitiva una protezione dalla perdita del potere d’acquisto fino a un aumento del costo della vita del 6%. I rendimenti dei fondi pensione variano in funzione dell’andamento dei mercati finanziari, i quali negli ultimi anni si sono contraddistinti per avere un andamento non certo regolare, con perdite consistenti negli anni 2008 e 2009. Nel lungo periodo, però, secondo Progetica, che ha condotto un’analisi sulle serie storiche degli ultimi quarant’anni, i mercati risultano sempre vincenti sulla liquidazione: a vent’anni, per esempio quest’ultima è sempre stata battuta sia dalle linee con rendimento minimo garantito del 2% annuo, sia dalle azionarie. «Non ci sono evidenze che dimostrino il beneficio economico del Tfr sui fondi pensione — sottolinea Sergio Sorgi, vicepresidente di Progetica —. Probabilmente l’unico motivo che porta a privilegiare la liquidazione è la necessità di avere tutto il capitale al termine del lavoro per sostenere spese significative, per esempio l’acquisto della casa. Ma, visto che l’integrazione pensionistica rappresenta una vera e propria emergenza, la priorità dovrebbe essere indirizzata in questo senso». Bisogna considerare inoltre che i fondi pensione permettono di ottenere anticipazioni (ovvero somme in acconto sul montante maturato) per particolari esigenze come spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, oppure altre esigenze, per le quali non è prevista alcuna motivazione: le condizioni sono meno restrittive di quelle che si applicano agli acconti sulla liquidazione mantenuta in azienda. Nel confronto occorre inoltre considerare l’imposizione fiscale, decisamente più conveniente per la previdenza complementare rispetto al TFR mantenuto in azienda. A favore della liquidazione gioca, invece, l’assenza di costi.
 
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